La regola

bea44Questa mattina ho pensato molto prima di scrivere, perché differentemente da altre volte i miei pensieri non andavano verso la giornata che stava iniziando.

In questi giorni mi sono confrontata con un’amica, si parlava di noi e di altre, il pettegolezzo si è trasformato in una conversazione più seria, fino alla discussione.

In sostanza siamo finite a parlare del “registro BDSM”, di quel bisogno di mettere tutto al proprio posto, un modo di comportarsi ed un modo di parlare, addirittura la necessità di classificarsi…

Ora mi chiedo perché ci sia questa esigenza…

Io credo che l’eros abbia molte più sfumature di quelle che raccontano i libri e penso anche che nel rispetto di se stessi e degli altri non ci siano, o meglio non dovrebbero esserci, molti vincoli alla fantasia, e allora perché spesso in questo ambiente non è così?

Perché rinchiudersi in una definizione , dom…sub…switch…

Forse si parla troppo e si pratica troppo poco…forse è da qui che nasce tutto questo…o forse il mio mondo non è il bdsm, potrebbe essere che non sono fatta per tutti questi formalismi, ma forse quest’ambiente non dovrebbe essere formalismo e mancanza di fantasia, non so…

Io penso che il bondage sia anche espressione, non solo nodi e corde, credo che non per forza la dominatrice debba essere sadica e credo che nelle definizioni non ci sia nulla di codificato che impone tutte queste rigidità…in sostanza vorrei sapere da dove nascono tutte queste cazzate?

…e ancor più importante, i “Baroni dell’eros”, quelli che pontificano, praticano veramente o parlano solo?

sorrido…

…non so…

…io di sicuro pratico, lo faccio bene, lo faccio molto e mi diverto, però lo faccio fuori dagli schemi, sono libera, ho una relazione che funziona, nella quale vivo amore ed erotismo, progettualità e concretezza…e sono felice

sicuramente sarà così anche per gli altri…

ma se così non fosse dovrebbero seguire il mio consiglio:

uscite dagli schemi!