amorebdsm

parola di Bea

 

A partire dal primo momento in cui veniamo alla luce abbiamo poche opportunità di scelta, oltretutto qualcuno decide di non sfruttarle.

Spesso si cerca rifugio in quella che presto scopriamo essere una palude melmosa: lo stereotipo sociale.

Animale giudicante ed invischiante, severo e cattivo.

Personalmente non amo i branchi perchè ho imparato che il gruppo tende ad essere violento verso ciò che non capisce, chi si distingue e che viene considerato diverso. Per sopravvivere soffochiamo così la nostra essenza: l’individualità.

Apparenze

facilmente individuabili e veloci da misurare.

Tutti possiamo essere carnefici (e vittime!), per questo cerco di esprimermi con attenzione nel tentativo di non calpestare nessuno, sperando di essere sempre meno adeguata alle aspettative degli altri; anche se c’è la possibilità di una precarietà emotiva, si sa che tutti i gruppi escludono con la stessa facilità con cui uniscono, infatti credo che questo sia alla lunga un modo per vivere una vita più piacevole ed un ottimo esercizio per imparare a tagliare i rami secchi.

Io prefirisco pochi ma buoni, anche perchè il gruppo, che ti nutre ma non ti sazia, lascia sempre un vuoto incolmabile che ci spinge a voler sempre di più, un tentativo per mostrarci più accettabili di altri con l’unico obiettivo di consolidare o migiorare la nostra posizione. La percezione che abbiamo è che più avanti o più in alto si mangia di più e ci lasciamo guidare dall’illusione che questo possa aiutarci a sentirci meglio.

Che vita di merda…

 

PS …forse la vostra…io ho deciso di essere me stessa! 😉

 

Bea